E così anche oggi è arrivato il momento di scrivere. Mi dispiace così tanto per quei giorni che ho saltato, anche perché chi mi conosce sa come sono un maniaco delle statistiche, e il fatto che il counter si azzeri mi scoraggia. Sì, lo so, sono un po’ un idiota ma non c’è niente da fare.
Niente di nuovo sotto al sole, almeno sembra. Sono un po’ confortato dai “dolori” degli ultimi tempi (no non mi chiamo Werther), ma una situazione piacevole è ancora ben lontana. Speriamo solo che si stia avvicinando e che non faccia il contrario!
Di più non posso dire, perché ho esacerbato a sufficienza la questione.
Mamma mia, che periodar assai contorto. Ok intanto metto su “Carlo Martello” di Fabrizio de Andrè, che la parola “periodar” mi ha ricordato quella meravigliosa canzone.
E’ bello notare come io fino a poco tempo fa ignoravo praticamente chi fosse Fabrizio de Andrè, o perlomeno non avevo mai sentito una canzone che non fosse “il pescatore” (che l’avevamo fatta alle elementari, con la maestra Lucia).
Ah, ma qua mi scappa di divagare, perché ci sono cose che mi vengono in mente e chissà quando mi ritornerà la voglia di riparlarne.
Perché qualcosa che non riesco a capire bene, è l’ora di musica. Cioè, magari alle elementari posso capirla, perché la musica deve far parte dell’educazione di un bambino, ma poi la situazione è che un bambino che finisce l’elementari approccia le medie e si scontra con la musica vera. Che poi non è che sia aggiornatissimo sulla musica dei giovini d’oggi, ma mi ricordo che a mio tempo rimasi sconvolto con l’approccio con la musica: ” i linkin park” mi sembravano BRUTAL, solo perché la voce era un pochino roca ogni tanto. Pfui.
Però c’era gente che ascoltava gli Slipknot, e devo dire che cotal gente ascolta musica extreme brutal death crucified in your face, o qualche altro genere del genere.
Bah.
Fosse per me farei ascoltare Bach dalla mattina alla sera, ai giovani d’oggi. Loro e i loro emo dimmerda. Fatevi un po’ di buona cultura musicale. Arcangelo Corelli, Johann Sebastian Bach, Haydn, Monteverdi!
Ah, e pensare che l’Italia una volta era la culla di siffatta musica (o di chi rendeva cotal musica possibile, basti pensare a Stradivari). E così siamo quasi a 400 e mi sta finendo la voglia di parlare di sta roba.
Però poi finita la canzone di De Andrè metterò su un bel pezzo di musica classica. Ahh, l’inverno di Vivaldi. Che figo, basta, ha vinto.
No perché io mi esalto abbestia quando ascolto ‘sta roba. E poi ci si chiede ancora quale sia il potere della musica. Sarebbe interessante studiare (da un punto di vista scientifico, ovviamente) il rapporto fra la musica e lo sviluppo del cervello.
Ecco, così finalmente si avrebbe una prova che i Tokio Hotel li ascoltano solo i coglioni!
No dai, che anche io non dovrei avere giudizi tagliati così con l’accetta, ma se lo meritano!
Esantoddio, ha rotto discretamente le palle il pop-punk! A sto punto preferisco il mio melodic death metal e che si cavino dalle balle!
Vabbé, qua il livello della discussione si è quantomeno abbassato. E in effetti mi sembro un po’ anche io come quei bimbiminkia che scrivono sui loro blog.
Ah che figa internet, però. Trovato un coglione, fatta subito la presa per il culo: ieri ho visto un gruppo “mia mamma mi ha fatto monella”.. e subito la risposta “tua mamma mi ha fatto monella? No, ti ha fatto tro*a, è diverso!”.
Beh, insomma. C’è da spanciarsi dalle risate a sapere dove guardare.
Ma il vero e unico problema è che non sembra esserci più nessuno di interessato realmente alle cose. E qua il pensiero giunge alla Bob. Uno di questi giorni, forse ieri notte, ho sognato che non era morta e che in realtà era stato tutto uno sbaglio. Magari, avrei voluto tanto parlare ancora con lei!
Basta pensare a queste cose tristi, cercherò di tenere viva la sua memoria in ben altro modo.
Con una bella critica alla dabbenaggine d’oggi, ad esempio! So io cosa bisognerebbe fare! Andare casa per casa e fare due domande stupide di cultura generale e chi non dimostra un minimo di cultura, metterli un anno a studiare! A spese loro, altrimenti a lavorare gratis! No non servirebbe a niente, e infatti sono solo stronzate che la mia mente malata sta partorendo adesso, incalzata da quella meravigliosa musica di vivaldi. Potete chiamarmi Alex De Large, a momenti.





