I deliri di Helios

per chi non si accontenta delle solite cazzate

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750 #8

oggi mi riduco terribilmente tardi a scrivere queste settecentocinquanta parole. il tempo fa letteralmente cagare. non so, ma sembra di essere dentro Max Payne, in cui c’è il Fimbulvetr (il super-inverno della mitologia norrena). Tempo da lupi, insomma. E ho un orecchio che è più di qua che di là, mah! Sembra che metterci l’acqua di sale non abbia aiutato granché: vedremo il da farsi. Certo che andare in facoltà per seguire una noiosissima lezione di programmazione mentre fuori neve e vento la fanno da padroni, è una vera merda. Sì, questa sera sono molto poetico, perché ho i testicoli che girano a mille. Perché non sono riuscito a fare niente di quel che volevo: sono arrivato a Ferrara e mi è pure toccato pulire il bagno (benché la scorsa settimana chi di dovere non l’abbia fatto) perché sennò mi rifiutavo di usarlo (suppongo che nel periodo in cui io sia a Cervia, il bagno di questa casa a Ferrara sia usato da una mandria di trogloditi o chissà quali esseri, altrimenti è ingiustificabile il risultato), e diciamo che ne facevo volentieri a meno, non è che esperienza a pulire il cesso sia così tanto formativa… Insomma, non riesco a mettermi in contatto con la tipa che dovrebbe subentrare al posto mio, e questo è un problema. Voglio andarmene e voglio farlo il prima possibile: levare le tende e non tornare mai più in questo buco, non vedere mai più questa gente. Spero di dimenticarla, quasi. Nel frattempo le cose vanno come al solito, con io che mi sogno di prendere 40 nel parziale di analisi numerica. Eh si, all’inizio ero molto contento, poi ho scoperto che erano 40/100. Una vera merda, insomma! Wow, più che settecentocinquanta parole, questo è un po’ uno sfogo: io scrivo le cose che vanno male. E allora settecentocinquanta parole sono anche poche, per riuscire a spiegare come mai io abbia perso (e da mo’) la mia spensieratezza. Troppe cose, di cui sinceramente non ho voglia di scrivere da nessuna parte (mica per forza deve essere tutto in piazza!), ma, come tutti, sono tante. E così, ridendo e scherzando (mica tanto) sono arrivato quasi a metà delle parole, e ora è un bel problema scrivere quelle mancano. Mi sono lamentato di quel che non va? Sì, un pochino. Parlo di quello che sto facendo ora? Direi di no, ho già rotto il cazzo abbastanza con la storia che parlo di ciò che scrivo e scrivo delle cose di cui parlo. Direi che per un po’ ho stongato, come dice mia mamma (che non so se sia l’unica o no a dire così, ma in questo momento sono decisamente concentrato sulla scrittura di questo coso che non voglio interromperla per neanche un nanosecondo in più di quanto sia necessario). Ah, stranamente oggi R. non ha manifestato la sua presenza a casa con un rutto, come di solito fa (a essere corretti non è la prima, primissima cosa che fa quando arriva a casa, ma diciamo che avviene in un range di 5 minuti da quando apre la porta d’ingresso). Direi che di quel che non va ho parlato abbastanza, e se continuo mi deprimo troppo e anche tutta la serata andrà di merda. Cercherò quindi di parlare di qualcosa di positivo, di dire quello che vorrei. Sperando di non pensare che ci sono alcune cose che non sono ottenibili in breve tempo. Ora come ora, la cosa che vorrei più di tutte è palese: stare con la mia bella fisicamente. Perché, l’ho già detto, la lontananza è una merda e le incomprensioni che si generano sono chiaramente evitabili. Tagliando corto, spero proprio di poter essere con lei quanto prima, e più a lungo possibile (perlomeno fino a quando saremo separati per cause di forza maggiore, poi dopo si vedrà come affrontare questa cosa). Poi, visto che la seconda cosa che volevo al mondo (chi legge i miei stati su Twitter e Facebook sa di cosa parlo) è arrivata (grazie Blizzy, sei stata quantomeno ironica, e fortuna che i 20€ non li avevo ancora sganciati per puro culo) (anche se, a dir la verità, non è poi così importante come quello che sto per dire), vorrei andarmene da sto posto. I motivi li ho già chiaramente spiegati nella prima parte di queste settecentocinquanta di cui sono decisamente compiaciuto (per ora), per la mia verve. E poi, per completare queste trenta parole che mancano (ora 12), potrei dire che vorrei la pace nel mondo, ma sarebbe solo un’utopia.

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