I deliri di Helios

per chi non si accontenta delle solite cazzate

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750 #21

Sono un po’ stanchino. Di tutto quanto, ad essere sincero: sia di scrivere le 750words (ma continuerò fino a quando scrivere mi farà ribrezzo! :P ) perché non riesco a farmi venire buone idee e scado solo nel banale, e del resto, ché la vita dello studente di matematica è stancante (come quella di tutti gli altri, suppongo. non voglio dire di essere messo meglio o peggio del resto del mondo, le conclusioni le traggano altri).

Oggi era la giornata del secondo parziale di analisi numerica, cosa che ha occupato la mia mente (e i miei sonni) degli ultimi giorni. Pure stanotte, ho fatto degli incubi che fanno paura all’uomo nero. No, non è vero, però mi piaceva dirlo. Si sa che a me piace dire cose a caso. È noto, è noto.

Comunque, dicevo, prima che mi distraessi da solo e cominciassi questa divagata a parlar di me, che poi è la stessa cosa che sto facendo in queste vere parole (anche questa è una burla: prendo in giro quando traduco cose dall’inglese con dei false friends, in questo caso è “with these very words”, che a dirla tutta non sono convinto al 100% sia corretta), comunque (mi scoccia ripeterlo, ma divago anche troppo) è andata.

Bene o male? Non ne ho idea e preferisco astenermi da giudizi. Di solito dico che vado male malissimo e poi vado bene, e quando dico che vado bene poi prendo 18 come l’altra volta. Facciamo che stavolta non lo so se sono andato bene o male (e sì, forse sono un po’ stupido: meglio dire di essere andato male e poi andare bene, alla faccia degli altri!). Era un casino, come al solito. E Matlab ha aiutato sì, ma neanche troppo.

Mi è venuto un colossale dubbio: avrò sbagliato a implementare adam-bashford 2?

Non so, so che oggi un sacco di punti erano per matlab. Meno male che sono abituato ad usarlo (ciò non mi rende immune da commettere errori, anche gravi, chiariamolo subito, ma se non altro mi faccio meno scoraggiare quando vedo che nel testo dice “implementare” “M-function file” o parole del genere.

Vabbé, dicevo che è andata. Chissà come. Lo scoprirò fra qualche giorno.

Fortunatamente hanno sistemato l’orario del terzo trimestre. Ora è decisamente a misura d’uomo. Vedremo come sarà il caso di organizzarsi.

Però forse è il caso di tagliarla corto, che da quando ho iniziato l’università è molto probabile che scriva una sorta di “bollettino”. Qualcuno si è lamentato e sinceramente cazzi suoi, però un po’ vi capisco. 

Immagino sia stucchevole (oddio non so se c’entra molto questa parola, ma non ho particolare voglia di controllare) sentire sempre la solita minestra. Però è così, è sempre stato così e sarà sempre così.

Ovvio che se uno ha un certo andamento tocca cuccarselo. Adesso sto facendo un ragionamento decisamente in generale, che mi è venuta in mente Carmen Consoli. Sì, sono io quello che fa voli pindarici (tiè, finalmente l’ho usato!) che assurdi è dire poco. Però pensavo al fatto che io sono monotono, e non si può chiedere agli artisti di non essere monotoni. Devo dire che le due frasi che compongono il periodo precedente, così giustapposte (wow, ma sono un ricettacolo di termini desueti (“beccateve questa!” cit. Mr.T) stasera!) fanno presupporre che io sia un artista. (Ho il mal di mare da quanto era complesso il periodo precedente a questo, e il mio periodar non è nientemeno che labirintico!). 

Ok, bando alle ciance e … (no la smetto qua) stavo dicendo di Carmen Consoli. Sì, che lei è sempre la solita minestra. Trita e ritrita. A me, detta onestamente, dopo un pochino stufa. Ma penso faccia bene. Se lei è così, è così. Niente da fare. La ascoltereste voi una Carmen Consoli che non è Carmen Consoli, ma.. diciamo una Elisa?

Potrebbe anche essere gradevole, non dico no. Però non sarebbe più lei. O un artista è muta-forma o non lo è. E io la forma non la cambio neanche un po’, sono il solito stantio pezzo di pane. Non c’entra un cacchio, lo so. Ma infatti sto guardando Zelig e scrivendo cose a caso.

E il traguardo quotidiano delle 750 parole si avvicina lentamente. Sento la palpebra cominciare a calare, e arrivare al numero pieno mi sembra impresa assai ardua. Ah, si vede che ho appena ascoltato Maurizio Lastrico e la sua comicità in endecasillabi? Beh, penso di sì.

Magari sapessi anch’io parlar in ‘sì favella. E la smetto qui, che comincio a far pena.

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750 #20

Oggi ho visto un video con le immagini del raduno PdL dell’altro giorno, cioè della manifestazione nella piazza in cui erano 1 milione, 100.000, quattro gatti o forse (almeno secondo fonti comuniste) erano qualcosa come 1e5*sqrt(2) persone. E non si può davvero spiegare come abbiano fatto a fare la parte frazionaria irrazionale.

Comunque, mi sono scordato di quello che avevo intenzione di dire. Cioè di scrivere. Pazienza :)

Chissà se qualcuno ha raccolto il mio appello di ieri e si sono segnati l’indirizzo di questo blog o hanno sottoscritto il feed. Il bello è limitarsi a fare domande senza azzardare di risponder. Questa è una novità molto positiva, chissà fino a quando dura.

Voglio essere più efficiente, decisamente più efficiente. Anzi, non è che IO voglio essere più efficiente, ma voglio vivere in un ambiente più efficiente. Consumare di meno, sprecare di meno, sfruttare al massimo l’ambiente circostante. Stasera ho mandato una mail per sapere quando saranno disponibili le pale eoliche disegnate da Starck. No, non Tony (che poi sarebbe Stark), cioè IronMan. Il designer.

Mah, mi piace l’idea di produrre l’elettricità da me, ma voglio anche progetti che siano efficienti. Perché capisco mettere il solare perché si recupera eccetera eccetera, però se il rendimento è solo del 20%, aspetto. 20 anni per recuperare le spese non mi sembra un buon investimento, ora come ora. Non sono un economista, un finanziere, un qualcheduno che ne sappia. Premetto di non sapere niente di niente (non ancora, perlomeno, dato che in futuro vorrei occuparmi più da vicino, magari anche sotto un punto di vista professionale) di tutte queste cose. Quindi il mio giudizio è da considerarsi as-it-is. Bel popò di introduzione, che quasi mi sono dimenticato di quel che volevo dire.

Ah ecco, che adesso le cose non sono abbastanza efficienti. L’altro giorno è venuto a casa un tizio, di una compagnia che voleva venderci solare termico. ‘sto venditore si è presentato (avevano chiamato LORO per fissare un appuntamento per darci i depliant e farci una proposta) e ci ha chiesto “cosa volete?”. :S Come se l’avessimo chiamato noi!

Mah, c’è gente che non ha il lavoro e c’è gente che ce l’ha e non sa farlo.

Adesso, puretto sto qua che magari è in difficoltà per mille motivi. Ma uno il lavoro suo lo deve fare bene, e non c’è proprio niente che tenga. Sono molto orgoglioso dei miei giudizi, così giusti :P

E così modesti soprattutto.

Mah, ci sono tante idee. E forse quella delle pale eoliche è quella che mi soddisfa di più. Perché comunque la zona in cui siamo non ha la stessa esposizione al sole della Sicilia. E il venticello è sempre costante, dove lo voglio mettere. E non so perché parlo in prima persona, dato che IO non faccio niente di tutto ciò, a parte partecipare alle decisioni (ma con poco margine di decisione effettivo, è più un prendere atto).

Sono arrivato a solo 490 parole e non ho la più pallida idea di come riempire il resto. Potrei parlare del parziale di analisi numerica 2 di domani pomeriggio. Porterò il mio pc e userò MATLAB. E mi sentirò fighissimo, molto duepuntozero anche se non c’entra un fico secco con il web. Ma mi sento geek e mi esalto a bestia per queste cose.

Soprattutto perché ho preparato alcuni programmini a casa per velocizzare il mio lavoro di domani. E spero di essere pienamente ripagato. E se così non sarà, pazienza. Perlomeno mi sono divertito!

La cosa che mi rende abbastanza incredulo è il fatto che, a quanto ne so, sarò io l’unico ad approfittare della possibilità di portare il pc in facoltà. Infatti la prof. ha detto “mah, anche i tuoi compagni dovrebbero portarlo però”, al che io ho ribattuto “eh prof. io ho detto loro «chiediamole di fare il compito in classe in laboratorio» ma tutti hanno detto che era peggio e che preferivano farlo in aula. A me non è che cambi molto, tanto io ho il portatile”.

E così io domani porterò il pc e cercherò di fare un po’ meglio i conti. Ma la cosa che mi fa più contento è che sono abituato a usare matlab per questi esercizi e mi sembra abbastanza insensato l’alternativa a quanto farò domani “carta penna e calcolatrice normale”. 

Bah. Proprio non riesco a capire i miei compagni di corso. O forse un pochettino li capisco, con la loro diffidenza. Intanto speriamo di andare bene, che non ho voglia di perdere un’altra chance a caso.

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750 #19

Ormai sto snobbando il mio post ufficiale per scrivere qua, questo è chiaro. Ed è un male?

Qua mi scappa di divagare, mentre avevo ben in mente ciò di cui volevo parlare.. massì, facciamola ‘sta divagata!

Come al solito, sono in un periodo alquanto confuso, per quanto riguarda lo scrivere. Sono lontani i tempi in cui scrivevo almeno un post al giorno, anche se ammetto che erano perlopiù stronzate. Un sacco di test, ad esempio. E insomma, lentamente, mi sono un po’ smaghito (non so se è italiano, o se me lo sono inventato io ora).

L’idea fondamentale è questa: sul blog vorrei scrivere cose un po’ più serie e compìte, qua scrivo la prima cazzata che mi viene in mente. Non è forse così un tumbleblog?

Che poi ‘sta storia delle 750 parole non fa altro che aumentare la mia voglia di scrivere sciocchezze. Se è effettivamente quello che ho voglia di fare, non lo so.

Adesso qua sorge spontanea una domanda: come è possibile che tu scriva se non hai voglia di scrivere? E la risposta è quantomeno complessa e si aggira fra gli ambiti del “vorrei essere ma non sono”, “vorrei che gli altri pensassero di me che…”.

Ecco, l’ho detto. Perché mi piacerebbe essere una persona, un blogger con una certa reputazione. Ma ho preso il toro dalla parte sbagliata delle corna. Perché la reputazione così come la vorrei, non ce la si costruisce a tavolino (o forse si può, ma è alquanto squallida come cosa). O ce la si ha, o meno.

Ecco, vorrei essere un po’ come alessandrobonino detto phonk. (Era un paio di giorni che non lo nominavo! :P )

Beh insomma, la situazione è questa. E poi c’è anche un’altra cosa da dire. Nell’altro blog ho molte più visite, e mi dispiace assai di insozzarlo con certe stronzate. Andando a guardare il pelo nell’uovo, poi, si scopre che sono “rebound visit” (magari mi sono inventato questo termine sul momento, chissà), cioè visitatori che sono capitati lì cercando su google parole come “canti africani” “cazzu cazzu iu iu” “hoshino hachirota hentai” “raggiungere thepiratebay”. Ecco, e solo una di queste è falsa.

Comunque, l’andamento è chiaro. La gente viene sul mio blog solo per 2-3 post: uno di un paio di anni fa che spiegava come aggirare il blocco DNS su thepiratebay (ha riscosso notevole successo), uno su “21” il film di matematici-giocatori di poker, e qualcosa sui canti africani della gita con la Bob. E poco altro davvero.

Però so che il blog lo leggono anche altre persone, alcune silenziose, altre non. Ed è per queste che mi dispiace maggiormente.

Perché, cribbio! hanno fatto fatica per mettere il feed del blog nel loro aggregatore (o salvare il blog nei preferiti e andarci a manina), e io non ci scrivo neanche.

Insomma, mi sento di tirare il pacco. E il rovescio di questa medaglia potrebbe benissimo essere il perché non scrivo più. Perché sento pressione e perché scrivere non è una cosa spontanea.

Queste 750 words, benché con la loro quotidianità “forzata” ci sia pochissima spontaneità, mi permette di raggiungere un ulteriore livello di controllo. Io scrivo, e poi valuto se pubblicare o no. Così, non mi sento troppo costretto perché alla brutta sono cose che ho scritto io, ho perso 20 minuti della mia vita (again) e non mi devo vergognare di niente.

O forse sì, ma questa è un’altra storia.

Perciò, questa è un messaggino per coloro che mi seguono sul blog ufficiale: fatemi la cortesia di aggiungere anche http://skoll.andvari.it al vostro feedreader, o di segnarvelo nei preferiti, che il trend attuale suggerisce che io scriva molto di più in quel posto. 

(E forse, chissà, l’impossibilità di essere commentato aiuta? Tumblr in ogni caso mi piace sempre di più).

Ecco l’ho detto. E so già di aver rovinato la magia: ho detto “posterò più di là che di qua” e non posterò da nessuna parte. Questa è la mia maledizione, lo so già. Promettere e non mantenere per niente. L’ho già fatto un treno di volte, e lo farò ancora. Prometto solennemente di non mantenere la promessa. Fantastico, un nuovo paradosso del mentitore!

Vorrei leggere Logicomix. Vorrei rileggerlo, ma l’ho lasciato in Grecia.

Stanotte ho fatto un paio di sogni assurdi: nel primo dovevo fare il secondo parziale di analisi numerica ma avevo intortato la professoressa a finirlo a casa, da solo. Mentre nella seconda parte ero salito su un aerotaxi diretto verso Salonicco, diretto verso la mia bella. Magari fosse così.

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750 #18

Wow, il sesto giorno di fila. Non credo di essere mai arrivato a tanto. Anzi no, non sono neanche più capace a contare. Questo è il settimo giorno.

Ho già scritto due righe e avrei voglia di tirare un bel pugno in faccia a questo schermo. Che poi mi chiedo anche quale sia la faccia dello schermo. Certo che non è un problema comune solo ai computer, anche un sacco di persone ti chiedi quale sia la loro faccia. E c’è tutta una categoria di persone che ti chiedi dove sia la loro faccia e per quale strano motivo al suo posto ci sia un sedere. Eh, lo so, è dura la vita. Si potrebbe parlare ore e ore di quelli che, come si suol dire, hanno la faccia come il culo, ma anche no. Cioè anche no per adesso.

Ecco, lo sapevo. Ho buttato via un ottimo argomento di cui discorrere, un ottimo argomento per liberare la mia mente malata da affanni vari e molteplici, per sfogarmi e mandare a fare in culo il mondo intero et i suoi abitanti. Ah i latini ne sapevano a pacchi.

Abitanti, incolae incolarum (visto che stiamo parlando del plurale). Sapevano già che gli abitanti del mondo sono avvezzi a sottomettere (e, metaforicamente, sodomizzare ogni cosa). Chissà però come mai ci sia stato questo cambio di vocale.

Certo che se mi leggesse uno che ha studiato lettere classiche, un latinista magari, dare questa bruttissima etimologia ad una parola così elegante (che poi non è che mi sembri così elegante, ma tant’è), rabbrividirebbe.

Stavo pensando di fare una metafora analoga nel mondo della matematica, ma proprio non ci sono riuscito. All’inizio pensavo di fare una battuta sull’irrazionalità di 2, giocare sulla parola “irrazionale”. Ma poi ho pensato che è meglio lasciar stare. Allora mi è venuto in mente C, il fatto che sia un campo. E anche qua si sprecano le battute sui campi (da gioco e algebrici).

Si sa, noi matematici siamo abbastanza strani, per quanto riguarda il senso dell’umorismo. Però, le poche volte che ci prendiamo in giro, beh, lì si ride di gusto. Che poi anche qua “poche” forse sarebbe da sostituire con “molte”, a seconda dei casi. Facciamo che fate voi, come più vi garba. Comunque, dicevo, una delle cose più spassose che io abbia mai letto (a parte brownsharpie che è una vita che non leggo, e non per colpa mia, visto che ha abbandonato. Omioddio l’ho notato ora. :S :S che delusione! Adesso però non posso smettere di scrivere perché le statistiche mi impongono di andare avanti! leggerò dopo (è dal 28 gennaio che quel post è lì, se anche aspetta un attimino in più…)) è il menu del matematico. (certo che l’inciso precedente è stato talmente lungo che ho perso il filo del discorso tipo 2-3 volte, e alla fine mi sono ricordato di quello che stavo per dire. Ci sono delle chicche come il Poincaré al Burro. Ok, effettivamente se uno non è matematico, non ride.

Ma dai, magari un fisichino che ha visto qualcosa di sfuggita, chi lo sa. Però uno non può apprezzare questo umorismo se non è matematico. Certo che un po’ lo compatisco.

Perché si è bello ridere di ‘ste cose, ma significa anche che il proprio cervello è andato a prostituirsi.

Ah la matematica! insomma, come al solito, inizio a parlare di una cosa e poi mi scappa una divagata che non finisce più e finisco a parlare di altro. Com’ero partito? 

Ah, gli incolae, quasi me n’ero dimenticato.

Cavolo, però è bello vedere come una divagata serpeggia fra una varietà di argomenti infiniti. Bella metafora che ho trovato. Però poi ho detto una cazzata, perché, a rigor di logica (ho dato un’esame di logica, perdonate la mia cacaspillitudine!) gli argomenti sono in un numero finito. Al massimo un infinito numerabile. Facciamo che non ho deciso bene e soprattutto non mi interessa farlo.

Un’altra cosa abbastanza curiosa da vedere è come faccio le divagate, come mi ammonisco per aver divagato, come mi redarguisco per essermi ammonito e così via. C’è sempre un ottimo dibattito nel mio cervello. Non si capisce mai chi vinca (e di conseguenza chi perda). Tornando al discorso di ieri, al parlamento del mio io, direi che c’è il ministro delle stronzate che è fortissimo. Ma anche il ministro per le divagate è qualcosa di paurosamente potente. Soprattutto nell’ultimo periodo. Certo che tra un po’ nel mio cervello c’è più gente che fuori. Sì, lo so, sono matto.

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750 #17

wow, quinto giorno di fila. Niente male, mi merito un coso a forma di tacchino. O di belzebù, fa lo stesso. Scrivo mentre ho lo stomaco che brulica. Ecco, un bell’esempio in cui il termine “brulicare” non c’entra un cazzo. Ho fame, cribbio se ho fame. Maledetto il finocchio che mi ha generato sofferenza, no volevo dire SONNOLENZA.  Che poi si potrebbe benissimo parlare delle cose che sono successe oggi, cioè che mi sento estremamente figo per essere riuscito a fare una buona implementazione del metodo di adam-bashfod del terzo ordine, e , soprattutto, di essere riuscito a controllare che effettivamente non ho toppato. Dopotutto con Runge-Kutta 4 viene un approssimazione esatta nell’ordine di 1e-8, mentre con AB3 viene un 1e-4. Mi accontento, suvvia. Il passo era 0.1, ci può stare benone!  Ora, alcune domande possono sorgere spontanee (mamma mia, questa frase è un cliché, una chicca stra-usata del mio repertorio (che consta di ben 2 frasi, o poco più)).  1) Chi è Runge-Kutta? Qua dovrei rispondere che Runge (si pronuncia “runghe”) e Kutta  sono due analisti numerici e blabla 2) chi se ne frega di quello che hai scritto oggi? Ecco bravo, fate domande e siete anche sgrammaticati! La seconda non è mica una domanda vera e propria. È una domanda retorica, maledetti!  Certo che devo stare sufficientemente male per scrivere cose che interessano me e altri tre gatti al mondo, per farmi delle finte domande e per prendermela con me stesso per suddette domande. Insomma, ho imbandito la tavola, ho mangiato e l’ho pure liberata. Che poi anche questa è una metafora un po’ del cacchio.  Ah, come mi ritorna la memoria al primo di questi deliri da 750words! Ah, come mi sovviene della metafora della “macchia su muro”. Certo che sono proprio bravo a fare metafore stupide, mica come voisapetechi. Dai, mi devo impegnare e provare a imitare voisapetechi senza nominarlo. Ce la farò?  Tra un po’ penso che mi denuncerà per stalking, ma tant’è :P Mi ispira. Oddio che poi purino lui, se lo sapesse. Mica sarebbe onorato di ispirarmi. Come tutti del resto. Che poi queste mie riflessioni, che saranno pubbliche ma di pubblico hanno ben poco, chi le leggerà?  Bella domanda. La cui risposta è meglio se rimane sconosciuta. Così, il gioco è bello finché dura e finché non mi faccio assalire dalla mia mania di protagonismo. Quasi sarebbe meglio se nessuno mi leggesse. Anzi, la cosa migliore sarebbe forse un’altra: che qualcuno mi leggesse, che qualcuno considerasse il posto dei miei deliri come un giardino segreto, come se mi considerasse un caso umano che solo lui/lei è in grado di studiare. E che rimanesse nell’ombra ovviamente.  No, a pensarci bene, non so se mi piacerebbe questa cosa. Piacerebbe alla mia mania di protagonismo, che torna fuori più forte che mai, di tanto in tanto. Non so chi vinca fra questa e quella delle statistiche. Ecco,sono stato interrotto e ho cominciato a fare il figo con mio babbo, facendogli vedere l’implementazione di adam-bashford 3. Sì, sto male.  Prima mi è ritornata in mente una cosa, che avevo ideato commentando un post della Pizia: la psiche come un parlamento.  Che poi, non è mica un’idea mia. Eriadan ha avuto questa idea e io l’ho rubata, come le cose migliori della mia vita. Sì, non ho voglia di autocommiserarmi, sto semplicemente facendo il punto della situazione, così come la vedo. E mi fermo qui.  Però, ora mi va di chiedermi come sarebbe il parlamento nella mia testa. Di sicuro il mio ministro del tesoro è un tizio con le braccine corte. No, secondo me non ha neanche le braccia, a parte qualche momento che tira fuori dalle tasche con le gambe e spende e spande e poi si pente. Vedi della storia della D300, quando non ho avuto remore a chiedere un “prestito” (si fa per dire) a mio padre per millesettecento euro da investire in una Nikon D300 + 17-55 f2.8. Che poi ho rivenduto a millecinquecento euro. Niente male come investimento, eh? E così, continuando a parlare di questo ministro del tesoro, adesso ha ritirato le braccia e non vuole spendere neanche un centesimo. O perlomeno, quando spende si sente in un forte, fortissimo senso di colpa. E meno male che il mio io che comanda (ci dovrà pur essere un presidente del consiglio? - spero che non sia come i nostri politici, ma questo è un’altro discorso) lo tiene a bada. E così anche per oggi la mia dose di stronzate è servita.

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750 #14

E così anche oggi è arrivato il momento di scrivere. Mi dispiace così tanto per quei giorni che ho saltato, anche perché chi mi conosce sa come sono un maniaco delle statistiche, e il fatto che il counter si azzeri mi scoraggia. Sì, lo so, sono un po’ un idiota ma non c’è niente da fare.

Niente di nuovo sotto al sole, almeno sembra. Sono un po’ confortato dai “dolori” degli ultimi tempi (no non mi chiamo Werther), ma una situazione piacevole è ancora ben lontana. Speriamo solo che si stia avvicinando e che non faccia il contrario!

Di più non posso dire, perché ho esacerbato a sufficienza la questione.

Mamma mia, che periodar assai contorto. Ok intanto metto su “Carlo Martello” di Fabrizio de Andrè, che la parola “periodar” mi ha ricordato quella meravigliosa canzone.

E’ bello notare come io fino a poco tempo fa ignoravo praticamente chi fosse Fabrizio de Andrè, o perlomeno non avevo mai sentito una canzone che non fosse “il pescatore” (che l’avevamo fatta alle elementari, con la maestra Lucia).

Ah, ma qua mi scappa di divagare, perché ci sono cose che mi vengono in mente e chissà quando mi ritornerà la voglia di riparlarne.

Perché qualcosa che non riesco a capire bene, è l’ora di musica. Cioè, magari alle elementari posso capirla, perché la musica deve far parte dell’educazione di un bambino, ma poi la situazione è che un bambino che finisce l’elementari approccia le medie e si scontra con la musica vera. Che poi non è che sia aggiornatissimo sulla musica dei giovini d’oggi, ma mi ricordo che a mio tempo rimasi sconvolto con l’approccio con la musica: ” i linkin park” mi sembravano BRUTAL, solo perché la voce era un pochino roca ogni tanto. Pfui. 

Però c’era gente che ascoltava gli Slipknot, e devo dire che cotal gente ascolta musica extreme brutal death crucified in your face, o qualche altro genere del genere.

Bah.

Fosse per me farei ascoltare Bach dalla mattina alla sera, ai giovani d’oggi. Loro e i loro emo dimmerda. Fatevi un po’ di buona cultura musicale. Arcangelo Corelli, Johann Sebastian Bach, Haydn, Monteverdi!

Ah, e pensare che l’Italia una volta era la culla di siffatta musica (o di chi rendeva cotal musica possibile, basti pensare a Stradivari). E così siamo quasi a 400 e mi sta finendo la voglia di parlare di sta roba.

Però poi finita la canzone di De Andrè metterò su un bel pezzo di musica classica. Ahh, l’inverno di Vivaldi. Che figo, basta, ha vinto.

No perché io mi esalto abbestia quando ascolto ‘sta roba. E poi ci si chiede ancora quale sia il potere della musica. Sarebbe interessante studiare (da un punto di vista scientifico, ovviamente) il rapporto fra la musica e lo sviluppo del cervello.

Ecco, così finalmente si avrebbe una prova che i Tokio Hotel li ascoltano solo i coglioni! 

No dai, che anche io non dovrei avere giudizi tagliati così con l’accetta, ma se lo meritano!

Esantoddio, ha rotto discretamente le palle il pop-punk! A sto punto preferisco il mio melodic death metal e che si cavino dalle balle!

Vabbé, qua il livello della discussione si è quantomeno abbassato. E in effetti mi sembro un po’ anche io come quei bimbiminkia che scrivono sui loro blog.

Ah che figa internet, però. Trovato un coglione, fatta subito la presa per il culo: ieri ho visto un gruppo “mia mamma mi ha fatto monella”.. e subito la risposta “tua mamma mi ha fatto monella? No, ti ha fatto tro*a, è diverso!”. 

Beh, insomma. C’è da spanciarsi dalle risate a sapere dove guardare.

Ma il vero e unico problema è che non sembra esserci più nessuno di interessato realmente alle cose. E qua il pensiero giunge alla Bob. Uno di questi giorni, forse ieri notte, ho sognato che non era morta e che in realtà era stato tutto uno sbaglio. Magari, avrei voluto tanto parlare ancora con lei!

Basta pensare a queste cose tristi, cercherò di tenere viva la sua memoria in ben altro modo.

Con una bella critica alla dabbenaggine d’oggi, ad esempio! So io cosa bisognerebbe fare! Andare casa per casa e fare due domande stupide di cultura generale e chi non dimostra un minimo di cultura, metterli un anno a studiare! A spese loro, altrimenti a lavorare gratis! No non servirebbe a niente, e infatti sono solo stronzate che la mia mente malata sta partorendo adesso, incalzata da quella meravigliosa musica di vivaldi. Potete chiamarmi Alex De Large, a momenti.

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750 #10

Brutta sorpresa oggi: il #10 non lo posto perché mi sono sfogato parlando un po’ male di certe persone, e quindi preferirei non divulgare il tutto fino a quando queste persone non saranno state dimenticate. E la situazione si sia, finalmente, sistemata.

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750 #9

porca paletta ho saltato ieri. ecco, lo sapevo che prima o poi sarebbe successo. perché era impensabile che ce la facessi per ben 30 giorni consecutivi a scrivere una cazzata al giorno. A dir la verità era successa già una volta, qualche giorno fa, ma visto che avevo cambiato il modo di fare login al sito (passando da facebook a google), non me ne ero quasi ricordato. pazienza. mi sa che allora provvederò a disiscrivermi dalla challenge of the month, quella del mese di aprile. perché non voglio mica che il mio nome sia scritto sul “wall of shame”. che poi, detta sinceramente, non è che me ne freghi particolarmente del uoll of sceim, a meno che non si tratti del muro di scemi, al quale appartengo senza dubbio, ma se si tratta semplicemente di un registro che contiene i nomi di chi non ha mantenuto la promessa, beh forse è d’uopo che io vi appartenga.

e così, dopo questo mio periodar assai forbito, ma che in sostanza è meno di un’aringa surgelata, mi trovo costretto a pensare cosa scrivere. perché, siamo alle solite? Che a dir il vero, non è mica vero che siamo alle solite, è solo un cliché che sono solito aggiungere per far aumentare il conteggio delle parole, un po’ come il numero di “solite” nella mia frase precedente. IT’S OVER NINE THOUSAND!
Vabbé, in ogni caso sono qua, carico di speranze. Sì, speranze, perché oggi dovrebbe venire a vedere la stanza la tipa che è stata più interessata a essa nel corso dei secoli dei secoli amen, cioè negli ultimi due mesi. Pensate voi, è venuta fin su dalla Puglia per poter veder la stanza (a dir la verità, presumo sia venuta su per farsi una buona sc.. sciata! (visto la neve). In ogni caso, oggi sapremo se questa stanza riuscirò mai a darla via o sarò costretto a rimanere qua per l’eternitààààà. In questo caso penso che potrei facilmente tramutarmi in uno di quei supercattivi da film, costretti a stare in un’angusta stanza, soggetti alle intemperie (generatesi dentro la stanza, ovviamente!), che maturano il gene da superevil.
Che poi io sarei un po’ una pippa di supercattivo, un po’ come nel resto delle cose, ma non voglio divagare sulla divagata. Mi fermo qui, prima che lo faccia la neuro!
Insomma, dicevo, prima di essere interrotto dal mio ego smisurato che vuole fare paragoni che non ci azzeccano una benemerita, che oggi si saprà la verità. Per celebrare il lieto evento i miei coinquilini hanno deciso di pulire la cucina. Cioè hanno passato lo straccio, pulito i fornelli, e tirato su un po’ della zozzeria (pronunciata con accento inglese) che inzozzava la zozza cucina. Dopo questo tripudio di Z, è chiaro capire che si tratta di un evento una tantum. Infatti penso che questo sforzo di pulire la cucina non sia stato altro che “lepuliziepasquali”, anche se a Pasqua manca ancora un mese, e, soprattutto, a giudicare dal meteo di questi ultimi giorni, siamo ancora lontanucci (un bel..6 anni!) dalla primavera!
Prima o poi gli uccellini si sveglieranno e cominceranno ad allietare con il loro soave canto le nostre ridenti giornate, prima che suddette ridenti giornate siano trasformate in un susseguirsi di momenti del cazzo per colpa di quelle luridissime stronze zanzare! No che poi ho fatto apposta a iniziare la frase con un tono da stilnovista (rileggendo sta frase mi viene da dire “Ma stilnovista ‘sta cippa!”) e averla conclusa con il tono da scaricatore di porto (non me ne vogliano, soprattutto non mi vengano a cercare per darmele!). Perché quelle stronze di zanzare se lo meritano nella maniera più assoluta. Io sono tanto buono e caro con gli animali: dobbiamo tutelare tutte le specie, dobbiamo mantenere la biodiversità, cerchiamo di non fare estinguere gli animali, eccetera eccetera. No, però questo discorso non si applica per un cazzo con le zanzare. Che poi, se vogliamo, se la sono cercata! Perché potrebbero benissimo succhiare il sangue e basta.. e invece no! quelle luride ti sputano un po’ dentro così il sangue è più fluido, peccato che la loro saliva faccia reazione allergica con la pelle e generi assai prurito! Quelle vacche! (pronunciato con un tono di vendetta). E le zanzare sono uno dei motivi per i quali cambierò casa, cercando di recarmi in un posto con il condizionatore e dove possa tenere le finestre chiuse. E comunque, estinguerei tutte le zanzare sulla faccia della terra. E così, parlando di cacchiate, le parole sono finite. voilà!

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750 #8

oggi mi riduco terribilmente tardi a scrivere queste settecentocinquanta parole. il tempo fa letteralmente cagare. non so, ma sembra di essere dentro Max Payne, in cui c’è il Fimbulvetr (il super-inverno della mitologia norrena). Tempo da lupi, insomma. E ho un orecchio che è più di qua che di là, mah! Sembra che metterci l’acqua di sale non abbia aiutato granché: vedremo il da farsi. Certo che andare in facoltà per seguire una noiosissima lezione di programmazione mentre fuori neve e vento la fanno da padroni, è una vera merda. Sì, questa sera sono molto poetico, perché ho i testicoli che girano a mille. Perché non sono riuscito a fare niente di quel che volevo: sono arrivato a Ferrara e mi è pure toccato pulire il bagno (benché la scorsa settimana chi di dovere non l’abbia fatto) perché sennò mi rifiutavo di usarlo (suppongo che nel periodo in cui io sia a Cervia, il bagno di questa casa a Ferrara sia usato da una mandria di trogloditi o chissà quali esseri, altrimenti è ingiustificabile il risultato), e diciamo che ne facevo volentieri a meno, non è che esperienza a pulire il cesso sia così tanto formativa… Insomma, non riesco a mettermi in contatto con la tipa che dovrebbe subentrare al posto mio, e questo è un problema. Voglio andarmene e voglio farlo il prima possibile: levare le tende e non tornare mai più in questo buco, non vedere mai più questa gente. Spero di dimenticarla, quasi. Nel frattempo le cose vanno come al solito, con io che mi sogno di prendere 40 nel parziale di analisi numerica. Eh si, all’inizio ero molto contento, poi ho scoperto che erano 40/100. Una vera merda, insomma! Wow, più che settecentocinquanta parole, questo è un po’ uno sfogo: io scrivo le cose che vanno male. E allora settecentocinquanta parole sono anche poche, per riuscire a spiegare come mai io abbia perso (e da mo’) la mia spensieratezza. Troppe cose, di cui sinceramente non ho voglia di scrivere da nessuna parte (mica per forza deve essere tutto in piazza!), ma, come tutti, sono tante. E così, ridendo e scherzando (mica tanto) sono arrivato quasi a metà delle parole, e ora è un bel problema scrivere quelle mancano. Mi sono lamentato di quel che non va? Sì, un pochino. Parlo di quello che sto facendo ora? Direi di no, ho già rotto il cazzo abbastanza con la storia che parlo di ciò che scrivo e scrivo delle cose di cui parlo. Direi che per un po’ ho stongato, come dice mia mamma (che non so se sia l’unica o no a dire così, ma in questo momento sono decisamente concentrato sulla scrittura di questo coso che non voglio interromperla per neanche un nanosecondo in più di quanto sia necessario). Ah, stranamente oggi R. non ha manifestato la sua presenza a casa con un rutto, come di solito fa (a essere corretti non è la prima, primissima cosa che fa quando arriva a casa, ma diciamo che avviene in un range di 5 minuti da quando apre la porta d’ingresso). Direi che di quel che non va ho parlato abbastanza, e se continuo mi deprimo troppo e anche tutta la serata andrà di merda. Cercherò quindi di parlare di qualcosa di positivo, di dire quello che vorrei. Sperando di non pensare che ci sono alcune cose che non sono ottenibili in breve tempo. Ora come ora, la cosa che vorrei più di tutte è palese: stare con la mia bella fisicamente. Perché, l’ho già detto, la lontananza è una merda e le incomprensioni che si generano sono chiaramente evitabili. Tagliando corto, spero proprio di poter essere con lei quanto prima, e più a lungo possibile (perlomeno fino a quando saremo separati per cause di forza maggiore, poi dopo si vedrà come affrontare questa cosa). Poi, visto che la seconda cosa che volevo al mondo (chi legge i miei stati su Twitter e Facebook sa di cosa parlo) è arrivata (grazie Blizzy, sei stata quantomeno ironica, e fortuna che i 20€ non li avevo ancora sganciati per puro culo) (anche se, a dir la verità, non è poi così importante come quello che sto per dire), vorrei andarmene da sto posto. I motivi li ho già chiaramente spiegati nella prima parte di queste settecentocinquanta di cui sono decisamente compiaciuto (per ora), per la mia verve. E poi, per completare queste trenta parole che mancano (ora 12), potrei dire che vorrei la pace nel mondo, ma sarebbe solo un’utopia.

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750 #7

e così sono di nuovo qua al mio appuntamento (spero) giornaliero. poco da dire di nuovo se non che ieri sera è stata una giornata parecchio brutta. ma vabbé, capita. l’importante è andare avanti. stamattina mi sono messo a guardare un po’ di monolocali per ferrara, e oggi pomeriggio, dopo aver stampato nmila pagine di analisi numerica, chiamerò le agenzie per fissare appuntamenti. speriamo bene, non so cos’altro dire…

ho appena lasciato un commento di feedback al creatore di questo 750words.com dicendogli che è un peccato che sia solo in inglese. non tanto l’interfaccia, che quello non è un problema, ma il word recognizing system. in pratica lui dice che ieri ero molto incazzato mentre scrivevo perché ha guardato la frequenza di alcune parole. si ma il problema è che lui ha interpretato quelle parole come parole inglesi. leggevo di un tizio che è norvegese e diceva spesso la parola “bene” “god” in norvegese, e il sito diceva che in quelle 750 parole era stato molto religioso. insomma è un po’ sballato. ma visto che il sito è carino, leggero e molto duepuntozero, sono sicuro che sarà possibile migliorare. mi sono pure offerto per fargli una specie di dizionario delle parole italiane, perlomeno da associare a determinati sentimenti. cose così :)

bah, bando alle ciance e cianco alle bande (questo è uno dei peggiori che mi vengono in mente) (evvai di ‘sto cliché) non so già di che parlare.

o forse sì. sono abbastanza agitato per tutto quello che mi circonda: son in ansia per l’università, che voglio passare analisi numerica 2 con ottimi voti (e il 18 del primo parziale mi scoraggia notevolmente) e in generale non voglio rimanere indietro di neanche un esame (chissà quando farò programmazione!)… e poi c’è ‘sta storia della casa che è un peso assurdo. perché quegli idioti dei miei coinquilini sono venuti a cagarmi il cazzo che ho sbagliato a dare la disdetta che non dovevo mandarla alla proprietaria, che non ha nessun valore e che quindi se non trovano nessuno poi mi fanno pagare ancora a me, perché loro non ci vogliono rimettere e cose così. io non so, non mi sembra di aver fatto niente di sbagliato eppure rischio di pagare.

bah vado a mangiare (non so perché ho scritto questa cosa, che tanto al lettore non interessa minimamente, sempre supposto che esso esista, ma ho semplicemente voglia di aumentare il più possibile il counter di parole, anche scrivendo cose che non hanno molto senso (vedi il primo post :P ), e poi sono convinto che quasi nessuno legga queste cose).

eccomi qua, ahh che bel pasto.

vabbé, dicevo? Ah si che i mie coinquilini sono degli idioti, non li sopporto più: sono quanto di più uno possa detestare: sporcano e fanno casino. Si può dire che in realtà io abiti già da solo (in teoria, ora sono a casa 6 giorni su 7), perché non condivido (e non voglio farlo) niente con loro.

si vedrà, come si evolveranno le cose. ora sinceramente non mi va neanche di parlare di quello. non so, è un senso diffuso di ansia, quello che mi pervade. spero che la mia storia con la mia bella non vada a puttane, anche se la lontananza è davvero una brutta cosa. o tu lettore, che sei giunto fino qua imperterrito, ascolta il mio consiglio: non intraprendere cose che sono più grandi di te. non sto affatto dicendo che mi pento, anzi! però me l’aspettavo un po’ più facile (e qua fioccano i telavevodetto!). mi aspettavo che fosse più facile perché non mi conoscevo così ansioso, preoccupato, ossessivo, invadente, $aggettivoBruttoAcaso.

All in all, come si suol dire nelle lettere  in terra d’Albione, siamo in ballo e ciò significa che si balla. Qua si vede che sono un gran nerd perché per me questa citazione è di Xadhoom, di PK.. ma non quello nuovo, il primo dei 3. PKNA (paperinik new adventures). ah che bello, me li divoravo letteralmente. ho letto anche pk^2 però non mi ha soddisfatto così tanto, sarà per il tono troppo malinconico, sarà perché sono scomparsi personaggi a cui tenevo una cifra. E di Pikappa, sinceramente, non ricordo una mazza. Però che bei tempi quelli, decisamente. Ah, la mia anima da giovane bimbominchia salta ancora fuori, di tanto in tanto. però mi sono divertito in quei tempi, questo è innegabile. se qualcuno capisce “cii 2 # rd ehmet erase run!” ha vinto. ha decisamente vinto. oh guarda le parole stanno finendo, ma almeno oggi ho detto qualcosa.

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